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Centola: dal 28 maggio al 1° giugno le Giornate del Patrimonio Culturale puntano su antropologia sonora

Pellare ospita la riedizione delle Giornate del Patrimonio Culturale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni con un focus inedito su antropologia sonora ed etnomusicologia. L’evento, in programma dal 28 maggio al 1° giugno 2026, amplia il tema tradizionale di memoria popolare e dialetti con un occhio all’innovazione.

Di Redazione· 23 maggio 2026 · 11:30· 2′ di lettura· 3 letture
Centola, provincia di Salerno
Centola, provincia di SalernoGeofix · CC BY-SA 3.0 · Wikimedia Commons

Dal 28 maggio al 1° giugno 2026, Pellare — frazione di Centola — ospiterà le Giornate del Patrimonio Culturale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, edizione 2026 che porta al centro l’antropologia sonora e l’etnomusicologia. L’iniziativa, già consolidata negli anni precedenti con focus su memoria popolare, dialetti e musica tradizionale, amplia quest’anno il proprio raggio per includere anche la dimensione innovativa legata alla conservazione e alla rilettura dei suoni del territorio.

L’evento, promosso dal Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, si inserisce nel più ampio Forum cultura 2026 di Centola e Palinuro, che prevede talk tecnologici, turismo sostenibile e spettacoli. A Pellare, però, il programma si concentra su un tema specifico: come la tradizione sonora — dai canti di lavoro ai dialetti, dalle musiche rituali ai suoni ambientali — possa dialogare con le nuove tecnologie per la sua tutela e valorizzazione. Non sono ancora stati resi noti i dettagli del calendario, ma l’obiettivo dichiarato è quello di creare un ponte tra passato e futuro, coinvolgendo studiosi, musicisti locali e comunità.

Le Giornate del Patrimonio Culturale rappresentano un appuntamento annuale che, nel territorio del Cilento e degli Alburni, ha sempre puntato a restituire centralità alle espressioni identitarie delle comunità. Quest’anno, con l’introduzione dell’antropologia sonora, si apre una nuova prospettiva: quella di ascoltare il territorio non solo attraverso le parole e le immagini, ma anche attraverso i suoni che lo hanno attraversato per secoli e che continuano a definirlo.

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